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Uno studio recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Molecular Therapy: Nucleic Acids (allegato alla fine dell’articolo) ha confermato che l’mRNA-1273, il vaccino a mRNA sviluppato da Moderna, è in grado di attraversare la placenta, raggiungere il feto e indurre una risposta immunitaria. Questo risultato apre nuove prospettive nel campo della medicina prenatale, ma solleva anche interrogativi sulla sicurezza e sulle possibili implicazioni a lungo termine di questa trasmissione transplacentare.
LA RICERCA IN SINTESI: 1. Trasferimento rapido attraverso la placenta. Il vaccino mRNA-1273 (Moderna), somministrato per via intramuscolare a topi gravidi, attraversa la placenta entro un’ora dalla somministrazione. 2. Accumulo negli organi fetali. L’mRNA si accumula in diversi tessuti fetali, tra cui fegato e cervello, e porta alla produzione della proteina Spike all’interno del feto. 3. Persistenza dopo la nascita. Tracce dell’mRNA e della proteina Spike sono state rilevate nei tessuti fetali anche dopo la nascita, suggerendo una potenziale esposizione prolungata. 4. Meccanismo di trasporto placentare. I ricercatori ipotizzano che il passaggio dell’mRNA sia mediato da vescicole extracellulari, che facilitano il trasporto attraverso la barriera placentare. 5. Possibili implicazioni per la sicurezza in gravidanza. I risultati sollevano interrogativi sulla sicurezza della vaccinazione a mRNA in gravidanza, data la capacità del vaccino di attraversare la placenta e interagire con lo sviluppo fetale. 6. Necessità di ulteriori studi. Gli autori evidenziano la necessità di approfondire gli effetti a lungo termine sui neonati esposti all’mRNA vaccinale in utero, per valutare eventuali impatti sullo sviluppo post-natale. |
Un recente studio pubblicato su Molecular Therapy – Nucleic Acids ha rivelato che i vaccini a mRNA, come il Moderna mRNA-1273, attraversano la placenta entro un’ora dalla somministrazione, accumulandosi negli organi fetali e persistendo nei tessuti del neonato dopo la nascita. Questa scoperta solleva interrogativi di grande rilevanza scientifica ed etica, in particolare riguardo agli effetti a lungo termine della tecnologia mRNA sui nascituri.
Contenuti
1. Trasferimento transplacentare dell’mRNA: una scoperta inaspettata?
Tradizionalmente, si riteneva che la placenta rappresentasse una barriera selettiva per molte sostanze, limitando il passaggio di agenti potenzialmente dannosi al feto. Tuttavia, lo studio dimostra che l’mRNA iniettato nella madre non solo attraversa questa barriera, ma si distribuisce rapidamente nei tessuti fetali. L’accumulo nei principali organi suggerisce un’interazione diretta con lo sviluppo biologico del nascituro, un fenomeno che necessita di approfondimenti per comprendere le sue reali implicazioni.
2. Quali sono le finalità di questa tecnologia?
L’introduzione dell’mRNA nella pratica medica è stata presentata come una rivoluzione scientifica, mirata a combattere il virus SARS-CoV-2 e altre future minacce sanitarie. Tuttavia, l’impiego di questa tecnologia su scala globale solleva interrogativi sul suo scopo ultimo. Il rapido sviluppo e l’adozione massiccia dei vaccini a mRNA senza una completa valutazione degli effetti a lungo termine pongono il dubbio che questa tecnologia possa essere utilizzata non solo per la prevenzione delle malattie, ma anche come strumento per la modulazione biologica umana su vasta scala.
3. Gli effetti sulle future generazioni
Un aspetto particolarmente preoccupante riguarda il potenziale impatto epigenetico di questi vaccini. È noto che alcuni stimoli ambientali possono influenzare l’espressione genetica senza modificare la sequenza del DNA, trasmettendo alterazioni biologiche alle generazioni future. Se l’mRNA dei vaccini persiste nei tessuti fetali, potrebbe interferire con i meccanismi di regolazione genica, con effetti che potrebbero manifestarsi nel corso della vita o essere ereditati.
4. L’mRNA modifica il DNA umano?
Gli sviluppatori di questa tecnologia hanno più volte ribadito che l’mRNA non può integrarsi direttamente nel genoma umano. Tuttavia, studi recenti suggeriscono che potrebbe interagire con meccanismi di trascrizione e retrotrascrizione, influenzando la regolazione dell’espressione genica. Se il vaccino è assorbito nei tessuti fetali e persiste oltre la nascita, è lecito domandarsi se possa alterare il comportamento cellulare e la risposta immunitaria nei neonati.
Conclusioni e prospettive future
Questa ricerca evidenzia l’urgenza di una riflessione più ampia sull’impiego della tecnologia mRNA e sui suoi possibili effetti a lungo termine. La rapidità con cui questi vaccini sono stati sviluppati e distribuiti ha impedito una valutazione completa delle loro implicazioni biologiche. Il dibattito non si limita alla loro efficacia immediata, ma deve necessariamente includere un’analisi rigorosa degli effetti a lungo termine, specialmente per le generazioni future. La comunità scientifica deve ora interrogarsi su quali misure adottare per garantire che questa innovazione sia utilizzata con la massima precauzione e trasparenza.
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